Ma torniamo al Burundi: in 2 giorni ho fatto Abidjan-Milano-Bologna-Roma-Addis Abeba e Bujumbura. Niente di straordinario se non fossi stato al 2° giorno di trattamento antimalarico! Mi sono beccato una bella malaria 2 giorni prima di partire, il medico mi aveva espressamente vietato di prendere l’aereo ma siccome mi sono sempre distinto per la mia testardaggine… ho fatto all’africana! Tutto ‘sto tempo in Africa sarà pure servito a qualcosa?!

Al mattino presto sono andato all’aeroporto, accompagnato dal mitico Matteo che mi copriva d’insulti, e, reggendomi al trolley, ho fatto il chek-in e passato i controlli della dogana. Credevo di svenire da un momento all’altro ma ce l’ho fatta. Poi lasciata la Costa d’Avorio il resto è stato abbastanza semplice tanto più che le medicine cominciavano a fare effetto.

Rivedere le mille colline del Burundi dall’alto mi fa sempre uno strano effetto: è come se rivivessi il primo giorno in Africa nel lontano 2004.

Ora la routine è ricominciata, piacevolmente interrotta dall’arrivo di Elisa e Giorgio che sono stati con noi 3 settimane. Il tempo è volato e non ci sembrava mai abbastanza per ascoltare tutti i loro racconti: li vedevamo arrivare a Bujumbura coperti di polvere con la jeep tutta rossa ed ogni volta provenivano da un paese diverso!
La piccola Michela aveva anche imparato a chiamarli per nome ma le serate scorrevano inesorabilmente.

Questo è il bello e il brutto dell’organizzare viaggi: i turisti arrivano e partono; è bello quando li vedi per la prima volta ma siamo tutti tristi quando decollano! Con alcuni poi si instaurano dei rapporti unici, senza un motivo preciso: ci parli, ci discuti, li ascolti nei loro racconti e ti ci immedesimi; “senti” che c’è feeling ma il tempo vola!

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